Retrieving

Le grandi tenute nobiliari erano il luogo prediletto per questa attività gestita dai guardiacaccia. Oggi è divenuto un vero e proprio sport praticato da molti e tuttora dai componenti della famiglia reale

Articolo di Fabrizio Collovà

Come nasce il Retrieving

E’ d’obbligo fare una piccola premessa per capire meglio di cosa stiamo parlando e da dove proviene il Retrieving.

La caccia prevede l’utilizzo di diverse razze di cani nelle sue varie fasi, come coadiutori dei cacciatori. In particolare nel Retrieving vengono impiegati i cani Retriever per il recupero della selvaggina dopo che è stata abbattuta dai cacciatori.

Da questo, appunto, il nome Retriever (cane da riporto).

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Quali sono le regole del Retrieving

Vediamo brevemente cosa prevedono i regolamenti nazionali ed internazionali in proposito.

Intanto vediamo quali razze possono praticare il Retrieving.

Si tratta delle razze Retriever appunto.

Fanno parte di questo gruppo sei razze e per la precisione il Labrador Retriever, il Golden Retriever, il Flat Coated Retriever, il Curly Coated Retriever, il Chesapeake Bay Retriever e il Nova Scotia Duck Tolling Retriever.

Tutti con caratteristiche morfologiche e caratteriali differenti ma con un grande senso di collaborazione e attitudine al riporto. Alcune di esse in particolare con un forte istinto al recupero della selvaggina in acqua.

Col trascorrere del tempo il Retrieving è divenuto una vera e propria disciplina sportiva che tutt’oggi si pratica in tutto il mondo.

Si distingue in tre tipi differenti di prove: Working Test, Dummy Trial e Field Trial.

Tutti questi tipi di prove fanno riferimento ad un proprio regolamento che è possibile trovare facilmente nel sito del Retriever Club Italiano.

Il Working Test si pratica senza selvaggina abbattuta e ha lo scopo di valutare le attitudini della razza come il buon temperamento, un buon marcaggio della selvaggina, un buon fiuto e l’iniziativa del singolo soggetto.

Inoltre è tenuta molto in considerazione la condotta (handling) in cui il cane deve mostrare compostezza e collaborazione.

Il Dummy Trial è una simulazione di una battuta di caccia ma con i riportelli (dummies).

Il Field Trial è la vera e propria battuta di caccia con abbattimento della selvaggina. Le gare hanno carattere nazionale e internazionale e in Italia sono le uniche in cui è messo in palio il CAC o il CACIT, certificati per il Campionato Italiano e Internazionale di lavoro.

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Equipaggiamento per il Retrieving

L’attrezzatura è fondamentale e non trascurabile al fine di lavorare bene con il cane.

Spesso capita di vedere lavorare persone soltanto per provare naturalmente senza la giusta attrezzatura che la disciplina richiede.

Questo aspetto non è da sottovalutare, in quanto gli strumenti che ogni Retrieverista utilizza non fanno altro che aiutarci a lavorare bene con il cane.

Chi lavora con il cane sa benissimo che una grossa percentuale di responsabilità degli errori del cane è da attribuire al conduttore.

Lavorare nel riporto con strumenti non adeguati o addirittura inesistenti, come giustamente può capitare a chi è all’inizio o a chi sta soltanto provando, può portare a un gran numero di errori da parte del cane che non dipendono soltanto dal fatto che il cane non sia addestrato adeguatamente a quel lavoro ma anche dal fatto che vengono a mancare gli “strumenti del mestiere”.

Prendiamo ad esempio la trisacca, speciale sacca che il Retrieverista mette sulle spalle e che serve a contenere diversi strumenti, per lo più i dummies, riportelli di tela riempiti di sabbia che si lanciano al cane per farli recuperare.

Capita diverse volte di vedere un neofita conduttore che una volta ricevuto il dummy dal cane non sa dove metterlo, allora prova a lasciarlo per terra, ed è così che il cane, giustamente va di nuovo sul dummy quando non dovrebbe, oppure prova a metterlo sotto il braccio, ma questo  gli impedisce di muoversi bene con il cane e magari il dummy casca per terra, facendo distrarre nuovamente il cane.

Insomma, sembra proprio il caso di dire che anche le attrezzature fanno il risultato del cane.

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Elenchiamo un attimo le attrezzature necessarie per chi volesse approcciarsi a questa splendida disciplina.

  1. La suddetta trisacca, borsa di tela molto spessa, con una grande tasca sul posteriore per contenere i dummies e due anteriori per altri accessori.
  2. Due o più palline da tennis, senza troppe pretese anche usate. Serviranno in alcuni esercizi specifici di riporto.
  3. Un fischietto e un cordoncino per legarlo al collo. Ma attenzione, non un fischietto qualsiasi, ma un fischietto da riporto, spesso colorati, c’è una vera e propria moda sul tema. Il fischietto adatto deve avere una frequenza ben precisa identificata dalla sigla 211 e 1/2
  4. Un guinzaglio Retriever (tipico guinzaglio in corda senza collare) per condurre il cane quando non può essere lasciato libero.
  5. Dummies a volontà (come abbiamo già visto riportelli in tela riempiti di sabbia, di vario colore, forma e peso)

Questo è quanto richiede il lavoro del riporto, oltre a un Retriever e tanta passione!

Articolo di Fabrizio Collovà

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